Nella giornata degli innamorati, a Faver è stato celebrato l’amore per la musica. Le sette note sono state proposte, all’interno della Chiesa del piccolo paese della Valle di Cembra, dalla “Banda San Valentino”. Sono state dedicate alla comunità ma, anche, alla Cassa Rurale Lavis Valle di Cembra. Un gesto di gratitudine. Infatti, grazie (anche) al contributo dell’istituto di credito cooperativo, il corpo bandistico ha potuto indossare le nuove divise (meglio: i nuovi costumi) nel concerto di ieri sera.
Nato nel 1923 e con quasi novant’anni di storia musicale alle spalle, il corpo bandistico è oggi formato da una quarantina di componenti. Il presidente è Giorgio Paolazzi. Il direttore è il maestro Leonardo Sonn. Due i gemellaggi concretizzati negli anni: il primo con la tedesca Durach, il secondo con la ceca Thacov. Cinque concorsi hanno caratterizzato il periodo più recente: due in Repubblica Ceca, altrettanti in Trentino. Completa il quadro una partecipazione in Ungheria.
“I nuovi costumi – ha spiegato Paolazzi – rappresentano per noi un cambiamento epocale. Quanto indossiamo segna un ritorno alle origini, un vero rincontrarsi tra storia e musica”.
La Banda San Valentino di Faver ha rinnovato il look per la terza volta: le due precedenti nel 1972 e nel 1988. Un progetto partito un paio di anni fa (autunno 2010), condiviso con tutti i componenti della banda. Incontri su incontri per raccogliere pareri, suggerimenti utili a soddisfare le aspettative di ciascuno. La parola finale è stata espressa il 17 marzo 2011, giorno del 150esimo dell’Unità d’Italia. “Sarà stato un caso – è stato detto – ma quel giorno ci siamo trovati tutti d’accordo”.
Indossare un costume storico della gente della nostra comunità è “per noi un valore aggiunto – ha concluso Paolazzi – Per questo dobbiamo dire grazie all’assessore provinciale alla cultura Franco Panizza, a Ermanno Villotti, presidente della Cassa Rurale Lavis Valle di Cembra (era presente anche il vicedirettore Paolo Pojer ndr) ad Armando Benedetti alla guida del Consorzio Bim Adige Vallata dell’Avisio. Hanno garantito risorse economiche necessarie per concretizzare questo piccolo grande sogno”.