Cassa Rurale Tuenno-Val di Non: il ruolo della cooperazione oggi

dal 04 dicembre 2009
“Finché la cooperazione continuerà a germogliare con la comunità non c’è nulla da temere”. Così Carlo Dellasega, direttore generale della Cooperazione Trentina, sul tema “Il ruolo della Cooperazione oggi, l’attualità della nostra proposta alla comunità e al territorio”.
Se ne è parlato ieri sera a Cles, nell’ambito di Coo-Laborando, momenti di confronto promossi dalla Cassa Rurale Tuenno-Val di Non.
Dopo il saluto del presidente dell’istituto di credito, Gino Cristoforetti (“la nostra attività di impresa – ha detto - è fortemente legata al territorio) è stato presentato il bilancio sociale 2008: poco meno di 970 mila euro indirizzati a istituzioni locali, attività di beneficenza e sponsorizzazione sociale. Ma, anche, a informazione, formazione e altri interventi. “Il bilancio sociale è come ricordare la nostra storia, l’unione di più anime – ha spiegato il direttore Tiziano Odorizzi - che hanno condiviso un progetto di crescita sociale ed economica”. Negli ultimi cinque anni sono stati erogati 4 milioni e 400 mila euro”.
Un altro momento significativo è stato vissuto con la consegna dei premi di studio a 30 giovani delle scuole medie e superiori. I “ragazzi dell’Europa”, durante l’estate, hanno trascorso periodi di studio all’estero. Il Regno Unito è stata la meta più gettonata. A loro si sono aggiunti 16 studenti universitari che hanno frequentato il programma “Erasmus”.
Ultimato il prologo, la serata ha vissuto il suo momento centrale con il dialogo sull’attualità della proposta cooperativa. Sono intervenuti Franco Floris, del Gruppo Abele di Torino realtà che opera a sostegno delle persone in difficoltà e dei loro nuclei familiari; don Bruno Tomasi, delegato Vescovile alla Cooperazione e rettore del Collegio Arcivescovile di Trento e Carlo Dellasega, direttore generale della Cooperazione Trentina. Moderatore: Michele Dorigatti dell’Ufficio Studi e Intercooperazione della Federazione.
“La cooperativa è attuale – ha spiegato Franco Floris – se ritorna al territorio. Il territorio l’ha generata e deve rispondere al territorio in cui abita e opera. Il bene di uno deve essere il bene di tutti. Cooperazione è importante perché senza esperienza di gruppo non si è sufficientemente progettuali e creativi. La cooperazione non fa gli interessi propri ma pensa al benessere collettivo”.
Don Bruno Tomasi, Rettore del Collegio Arcivescovile di Trento (150 insegnanti, 1660 studenti), su cosa la cooperazione può insegnare ai ragazzi si è riferito alla Carta dei Valori della Cooperazione Trentina e ha letto una frase di don Lorenzo Guetti: “in tutto il vostro pensare, trattare e fare – scriveva il fondatore del movimento cooperativo - non vi fermate mai al vostro personale vantaggio o interesse, ma il tutto dirigete al vantaggio comune. Nelle vostre fabbriche sociali l’io non deve mai farsi vedere, è sempre il noi quello che deve dare il lucido al cemento e che spiccare ovunque si guardi nell’edificio”.
Carlo Dellasega, direttore generale della Cooperazione Trentina, per spiegare l’attualità della forma cooperativa ha proposto una riflessione sulla situazione del mondo economico e finanziario. “Una profonda crisi dovuta ad avidità e all’illusione che si potesse guadagnare senza lavorare, senza produrre beni ma speculando. Perché la cooperazione ha retto? La cooperazione ha componenti che l’hanno preservata da questa crisi. Infatti non ha l’obiettivo del profitto ma, piuttosto, di crescere insieme alla comunità. L’economia per la Cooperazione è il mezzo e non il fine”.




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